Pergole Torte: Il Sangiovese Assoluto – Salone del gusto Torino 2016

L’idea stessa del Sangiovese, come il Sangiovese dovrebbe essere, la sua ontologia.

Questo è ciò a cui l’enoappassionato pensa quando sente il nome  Pergole Torte, mentre dalla base della nuca parte un brivido d’eccitazione che scende giù giù lungo tutta la schiena.

E tale, meraviglioso brivido, è proprio quello che ci ha colto quando abbiamo sentito della degustazione organizzata da Slow Food all’interno del Salone Del Gusto di Torino: una verticale di sei annate del Sangiovese Assoluto, come titolava l’evento.

In una Torino che per la prima volta vede la manifestazione organizzata in maniera diffusa in tutti i punti cardine della città, invasi da stand gastronomici, laboratori del gusto, punti di informazione e sensibilizzazione sulle tematiche ambientali, in questo scenario Palazzo Reale fa da punto di riferimento per il mondo enologico.

Nelle lussureggianti e meravigliosamente decorate stanze della fu Regina Elena, all’interno del Palazzo Reale appunto, si è tenuta la verticale di questo Signore Toscano che se già è capace di emozionare da sé, ancora più atto alla suggestione risulta inserito in un simile contesto scenico.

Alla presenza del figlio del fondatore dell’Azienda Montevertine, Martino Manetti, siamo stati condotti in un viaggio lungo quasi cinquant’anni. Dal 1967, anno di acquisto della tenuta Montevertine da parte di Sergio Manetti, allora industriale siderurgico, al 1971 quale primo anno di produzione di quel vino che, da subito, si rivelò grande. E questo suo rivelarsi fece abbandonare l’industria siderurgica a Sergio, che si buttò anima e corpo in questa nuova, enologica, avventura.

Il figlio Martino ci ha guidato nella comprensione dell’evoluzione e della espressività di questo gigante del vino italiano che si fa racconto di un territorio: “Siamo qui per sentire, annata dopo annata, quello che la vigna ci dà”.

Queste poche e semplici parole riassumono nella loro linearità il concetto fondamentale della filosofia di questo vino: lasciare che siano le uve a parlare, senza che le procedure di lavorazione dell’uomo, l’uso invasivo dei legni, vado a plasmare il prodotto finale.

“Non posso produrre un vino che non mi piace” era solito affermare Sergio.
Questo ha difeso Pergole Torte dal diventare piacione e ruffiano, come lo diventarono tutti negli anni ’90, nell’epoca (buia) del barricato invadente e obbligatorio, del gusto americano, del vanigliato e marmellato. Anche se in un simile momento storico, la fedeltà al proprio stile ha significato uno scenario indubbiamente meno roseo sul mercato.

Ma il tempo ripaga quasi sempre sulle lunghe distanze e nessuno, oggi, nutre più dubbi in merito alla correttezza di quella scelta aziendale.

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Dalle sei annate degustate si sono tratte due conclusioni:

1- Pergole Torte è un vino Immenso. Un narratore fedele della sua terra e dell’anno che lo produce. La sintesi ben riuscita della simbiosi fra ciò che offre la natura e la capacità trasfigurativa dell’uomo.

2- Pergole Torte è un vino che va aspettato per almeno dieci anni, se se ne vuole cogliere il meglio del potenziale espressivo. Per quanto, ce ne rendiamo conto, avere la forza di resistere alla tentazione di scendere in cantina e aprirsene una bottiglia potrebbe rivelarsi un’impresa non priva di sofferenza e spirito di rinuncia.

Le annate degustate, le loro caratteristiche e alcune considerazioni:

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Pergole Torte 2000

Prima annata prodotta nell’assenza di Sergio, totalmente affidata a Martino. Fu un’annata difficile, segnata da un’estate arida. A settembre le bucce delle uve erano quasi cotte. Si decise di diminuire, in fase di vinificazione, da due a tre le settimane in cui le bucce stazionano a contatto con il vino.

Color rosso aranciato, colpisce con un naso perfetto e di una pulizia e finezza sbalorditive. In bocca un’inaspettata freschezza e un tannino ormai perfettamente integrato, vellutato, tattile e quasi sabbioso, aiuta il vino ad occupare orizzontalmente tutto il cavo orale.

Netti i sentori di croccantezza del frutto, a dispetto delle aspettative legate ai suoi anni. Con i minuti emergono una sottile nota boisé, sentori delicati di cipria e fresca balsamicità.

 

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Pergole Torte 2004

Annata più equilibrata che ha visto un fresco mese di settembre che ha facilitato le operazioni di vendemmia e vinificazione.

Colore rosso rubino vibrante e dall’elegante trasparenza. Al naso è sanguigno e carnoso, parla con forte accento toscano.

Sia al naso che all’assaggio si distingue per una incredibile tensione verticale. Se fosse un atleta sarebbe un saltatore in lungo:muscolatura asciutta e al contempo vigorosa e capace di esplodere in atto di potenza al momento del salto.

In bocca è il frutto integro e profumato su cui spicca la fragolina di bosco, mentre la freschezza richiama la bevibilità piacevolmente citrina della spremuta di arancia sanguinella.

Persa l’iniziale potenza dell’appena versato, si abbandona e schiude su una nuance delicata di pesca.
pergole torte, slow food, salone del gusto, montevertine, vini rossetti, sangiovese, wine, best italian wine, chianti, radda in chianti Pergole Torte 2006

Wow.

E potremmo finire qui con i commenti.

Rosso rubino vibrante e pieno, mette in chiaro da subito la stoffa di cui è fatto. Trascinante, viene voglia di immergerci il naso. E’ un turbinio di sensazioni, su cui spiccano fiori appassiti rimasti celati nelle precedenti annate, il frutto vivo e croccante, il leggero boisé, mentre un secondo piano più morbido di sensazioni odorose si fa largo dal fondo del bicchiere: note leggere di liquerizia e smalto. Etereo.

In bocca è un saliscendi di freschezza, sapidià, tanninicità, alternati e perfettamente equilibrati che danzano insieme regalando quella persistenza tanto rara quanto preziosa, che fanno di un vino un vino monumentale.

L’ingresso è elegantissimo, poi pare assottigliarsi, ma è solo un prender tempo per una risalita lenta e costante della sapidità che sembra voler aggrapparsi alle guance e raggiungere le tempie mentre il tempo si dilata.

Peccato (per me, ndr) non averne a casse in cantina.

 

pergole torte, slow food, salone del gusto, montevertine, vini rossetti, sangiovese, wine, best italian wine, chianti, radda in chiantiPergole Torte 2007

Fra i campioni approcciati fino ad ora, è quello con il naso più sfuggente. Potrebbe essere in quella fase “silente” di cui ci parlava il produttore. Spesso un vino che parte ricco di personalità si chiude in sé stesso per qualche mese, o anno, per poi rimergere piano piano col tempo. Una sorta di adolescenza nel suo percorso evolutivo.

Leggermente più caldo, rivela note di caffè al naso e una più spiccata presenza dell’aspetto boisè.

Il tannino è orgoglioso e cammina fiero al centro della lingua nel suo ingresso in bocca, quasi altezzoso. Emerge poi la cigliegia sotto spirito a bilanciarlo con la sua la rotondità.

Un grande potenziale,  da riassaggiare fra uno o più anni, nell’attesa che sfini la pungenza e la nota volatile.

 

Pergole Torte 2010 e 2013

    Difficile degustare le ultime annate di un vino che dà il meglio di sé negli anni, quando è ancora in gioventù.

Quello che epergole10_2merge in queste due annate,  dopo aver degustate quelle più evolute è ppergole torte, radda in chianti, redwine, wine, best italian wine, best world wine, sangiovese, chianti, trinoro, tenuta trinororoprio l’esigenza dell’attesa.

La 2010 “ha il naso arcigno” per dirlo con le parole di Martino Manetti “che è prerogativa delle grande annate”.

Grande acidità citrina all’assaggio e frutto ancora da sfinare, mentre il 2013 (nonostante, ricordiamolo, abbia comunque 3 anni di vita sulle spalle) risulta al termine della carrellata ancora quasi vinoso, giovanissimo.

Così come in bocca la personalità del tannino risulta prevalente sulla acidità. Al naso richiama succo d’uva e profumo di rosa.

Per Concludere.

Al di là dei tecnicismi, comunque, quello che rimane – e di cui siamo più entusiasti – è l’emozione capace di regalare una verticale di un simile gioiello del panorama vitivinicolo italiano.

Al di là delle mode, al di là del mercato e delle sue richieste di opulenza sensoriale, spesso tremendamente affaticante nel momento gustativo, ci sono pochi, immensi vini.

Le Pergole Torte è, senza dubbio alcuno, uno di questi.

Eleonora Martinelli 

 


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