Vado al ristorante, mi porto il vino da casa. Cos’è e come funziona il “diritto di tappo”.

“Sì pronto, vorrei prenotare per otto persone, per domani sera”

“Sì d’accordo, a che nome?”

“Signor Bevobene. E’ previsto il diritto di tappo? Vorremmo portare il vino da casa.”

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Il diritto di tappo, B.Y.O.Bin english (Bringh Your Own Bottle), altro non è che la possibilità offerta da alcuni ristoranti di portarsi il vino da casa.

Ne avete mai sentito parlare? A noi capita spesso di esercitare il nostro “diritto di tappo”, che prevede appunto la corresponsione di una “quota fissa” per persona per l’esercizio di tale diritto.

Perché farlo? E soprattuto perchè NON farlo.

Per svariati motivi, fra cui mai e poi mai deve esservi quello del “mi porto da casa la bottiglia così l'avarorisparmio”. No, ecco, se l’avete intesa come un’invenzione di chi ha “le braccine corte”, siete fuori strada. Per cui, amici uomini che invitate fuori a cena la vostra innamorata sperando di fare colpo, non portatevi la bottiglia del supermercato da 1,99 € “Offerta incredibile, prezzi pazzi!”, per giunta ritappata della sera prima “che era un peccato buttare, ce n’è ancora metà”.
Oh signur, che cosa orribile.

Esclusa la motivazione “taccagneria” vediamo quali sono, o dovrebbero essere, i veri motivi dell’esercizio e della concessione di tale diritto.

 

 

Lode alla cucina!

Nessuno pretende che ogni ristorante abbia la carta dei vini dell’ Enoteca Pinchiorri di Firenze, questo vatoto pollo da sé. E’ anche vero però che spesso l‘Appassionato Bevitore  soffre come un matto trovandosi davanti a scelte che non vorrebbe mai compiere e che lo portano addirittura (addirittura!!) a prendere in considerazione l’opzione “forse berrò acqua frizzante”, mentre una lacrima inizia a rigare il suo viso.
Il punto è che tale sofferenza risulta insostenibile se l’Appassionato Bevitore si trova in un luogo dove la cucina è ottima: metà del piacere che deriverebbe dal piatto ,sapientemente preparato dal cuoco o dalla cuoca, verrebbe vanificato dall’assenza di un vino adatto. E l’Appassionato Bevitore è triste. Molto triste.

Esempio pratico: Eravamo una dozzina di Appassionati Bevitori e avevamo organizzato un pranzo alla trattoria della sciura Marisa, la quale cucina un capretto da mettersi in ginocchio. Come è giusto che sia alla trattoria del paesino, la scelta era fra vino alla spina o qualche bottiglia senza lode e senza infamia. Sapendolo, abbiamo chiamato la (mitica) Sciura e le abbiamo detto “Sciura Marisa, il suo capretto è un inno alla gioia; verremmo su in dodici  per godere della sua cucina. Siamo appassionati di vino e vorremmo portarlo da casa, pagando ovviamente il diritto di tappo, per assaggiare alcune grandi bottiglie con il suo stratosferico capretto”. Tutti contenti (emm, a parte il capretto)!

L’Oste compagno di bisBocce!

Nel ristorante si mangia bene e c’è una bella carta dei vini. Ma voi avete quelle tre bottiglie di Barolo Bartolo Mascarello 1990, 19997, 2001 (invitate anche me?!) che volete assaggiare insieme e avete scelto quel ristorante e il suo menù come location ideale della verticale. Niente di meglio che contattare il proprietario, che se ha una bella carta dei vini saprà bene del livello delle bottiglie di cui state parlando, e spiegargli cosa avete in mente di fare.brindisi rosso

Esempio pratico: Ci siamo dati un tema, il Piemonte, e abbiamo organizzato una degustazione alla cieca in un bel ristorante, con una bella carta dei vini. Pagando diritto di tappo e spiegando bene all’entusiasta proprietario i nostri intenti, abbiamo portato tutte le bottiglie rigorosamente coperte, per goderci la degustazione senza condizionamenti alcuni. Abbiamo iniziato la cena con una bella bollicina scelta dalla carta del ristorante, un gesto piacevole ed elegante visto che poi le altre bottiglie arrivavano da casa, e abbiamo detto al proprietario di munirsi di bicchiere e di “giocare” con noi alla degustazione o, se impegnato, di non preoccuparsi che avremmo lasciato lui un assaggio di vino per ogni bottiglia. Tutti contenti anche qui!

 

Concludendo: Il “diritto di tappo” può (e deve) essere mezzo importante per la diffusione della cultura del vino e del bere bene, se praticato con intelligenza, come dovrebbe essere per tutte le cose.

Giusto coinvolgere attivamente i proprietari del ristorante dove ci si reca, informandosi sempre prima, senza mai lasciare adito al pensiero che si stia giudicando negativamente quella che può essere la loro offerta.

Da parte dei ristoratori, allo stesso modo, sarebbe auspicabile l’elasticità mentale di accondiscendere a questa pratica, specialmente a fronte di un pagamento simbolico pro capite, il quale rappresenterebbe comunque un guadagno “pulito”, tolti i costi di pulizia dei bicchieri e i bicchieri stessi.

Il tutto sempre all’insegna dell’educazione e, soprattutto, del buon senso.

 

BYOB ESAGERATO

Ps

La cifra “Pro Capite” si aggira solitamente fra i 5 e i 10 euro a persona, almeno nelle esperienze di chi scrive. Spesso e volentieri è capitato che non venisse chiesto nulla e si discutesse col proprietario di vino e dei vini presenti. Nei migliori dei casi è successo che anche il proprietario mettesse una bottiglia per mettere ulteriori carte in tavola.

 

 

 


There is one comment

  1. Titus

    In Italia i ristoratori sono dei caproni immensi : incapaci di avere e proporre etichette decenti , si piazzano invariabilmente sulle scelte a loro più remunerative e su quelle alla schifosa moda ( bollicine del cavolo e avanti ) .
    Io , che bevo poco e solo cose sceltissime , non trovo mai bottiglie decenti che mi vengano proposte .Quando esco a cena voglio la cucina del Locale dove vado , se voglio bere vado in enoteca , non voglio subire soprusi sul mio bere !!! Capre i ristoratori italiani : altro che qualità , vogliono arraffare più che possono e se dici che ti sei portato il vino , magari un Barolo di Giacosa o di Gaia , vorrebbero trattarti da morto di fame , ma i vaffa che si sono presi , potete solo immaginarveli !
    La verità è , Italiani ipocriti , che con la bottiglia di vino , caricata , da ladri , n volte , guadagnano molto di più che a cucinare !
    E diciamocelo in faccia , una buona volta ! Siamo quì per arraffare non per dare qualità !
    Ipocriti !

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